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Il GGG di Rohald Dahal presto al cinema il Grande Gigante Gentile nella mani del gigante Steven Spie

Anche quest’anno, gli alunni di V C hanno partecipato al progetto “LIBRIAMOCI”.

In biblioteca la dott.ssa Ruttigliano e il maestro Leurini hanno letto due brani tratti dai libri:

“LA FABBRICA DI CIOCCOLATO” e “IL GGG” di Roald Dahl.

Durante la lettura alcuni alunni hanno mimato e interpretato col viso e col corpo le letture.

Questa attività interattiva li ha coinvolti catturandone l’attenzione.

In classe i bambini, in modo personale e originale, hanno concluso il racconto:

Nella  mano  del  gigante

Non era un essere umano. Era quattro volte più grande del più grande degli  uomini. Sofia aprì la bocca per gridare, ma non emise alcun suono. La gola, come il resto del suo corpo, era paralizzata dalla paura. La grande sagoma scura veniva verso di lei. Sotto le coperte, Sofia attendeva.

Un istante più tardi un’enorme mano dalle dita livide strisciò come un serpente sul davanzale.

Raggomitolata su se stessa, sentì la forza delle dita che la sollevavano dal letto, coperte e tutto, e la passavano attraverso la finestra. Sofia divincolandosi nella coperta, riuscì ad affacciarsi da una piccola fessura proprio sotto il pugno del gigante e poté guardarsi attorno. Vide le case del paese sfilare velocemente da ambo i lati. Un pensiero terrificante attraversò la mente di Sofia:

“È LA FAME CHE LO FA ANDARE COSì SVELTO.

VUOLE TORNARE A CASA AL PIÙ PRESTO E IO SARÒ LA SUA COLAZIONE.”

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Ecco il finale pensato dai nostri piccoli autori.

Sofia pensa che viene mangiata, ma il gigante la prende in una mano delicatamente e diventano amici inseparabili.

(Silvia)

 

Arrivati a casa il gigante mise Sofia sul tavolo. La mattina dopo, quando il gigante si svegliò, Sofia si mise a piangere. Il gigante prese un tagliere e si mise a tagliare carote, patate, broccoli e cipolle e allora Sofia svenne, pensando di essere mangiata. Quando si risvegliò dentro di sé disse: “Sono viva!”. Sofia si fece coraggio e chiese al gigante cosa voleva fare con lei, il gigante disse che l’aveva presa solo per avere un’amica, ma Sofia rispose al gigante che doveva andare a scuola e stare con la sua famiglia.  Allora il gigante di notte la riportò a casa e la salutò.

(Christian)

 

Dopo un po’ il gigante le chiese come si chiamava. “ Io mi chiamo Sofia “ rispose lei tremando.

Il gigante le chiese: “ Vuoi diventare mia amica?” e Sofia rispose: “ Sì, basta che non mi mangi!“.

Il gigante le chiese ancora: ” Cosa vuoi fare?” Sofia rispose che desiderava tornare a casa sua.

Il gigante disse allora: “Se non ti posso avere io, non ti avrà nessuno! “.

L’intenzione del gigante era di mangiarla…

Ma una notte il gigante cambiò idea e la liberò dicendole: “Non è giusto rapirti per mangiarti“ .

E allora la riportò a casa.

(SIMONE )

 

Arrivati nella casa del gigante, Sofia vide un pentolone caldo dove stava bollendo una minestra. Il gigante le disse: “Non hai tanta carne, però mi vai bene così“.

La  bambina, terrorizzata, vide un cucchiaio: lo prese, lo lanciò sulla mano del gigante che la lasciò cadere, lei si fece un po’ male  ma non le importava, perché  voleva  solo scappare.

Riuscì ad arrivare a casa e …. Si svegliò, era solo un sogno.

(Sophia Rossetto)

 

 

Finalmente Sofia riesce ad urlare. Tutti gli abitanti si svegliano

e con una rete fanno prigioniero il Gigante e salvano la bambina .  

 Il gigante spiega che non voleva fare del male a Sofia ma voleva la sua

amicizia. Gli abitanti lo perdonano e diventano suoi amici.

(TAYYAB)

 

Arrivato nel castello sulle nuvole il gigante intrappolò  la ragazza in una scatola.

Mentre il gigante preparava il contorno, Sofia cercò mille modi per scappare ma non riuscì nell’impresa.

Il gigante ormai aveva finito, la colazione era pronta , ma proprio nell’istante  in cui il gigante la stava per mangiare Sofia si svegliò: era stata la sveglia,  si accorse che era stato solo un bruttissimo incubo.          

(PASQUALE)

-“Tranquilla ragazzina non ti mangerò “- disse il gigante con tono calmo e gentile.

-“Ti spiegherò tutto nella mia casa”- continuò il gigante. La casa del gigante era un enorme castello a sua misura, prese Sofia e la appoggiò su un bel divano ricamato.

-“Perché mi hai portata qui?”- chiese Sofia mentre tremava dal freddo e dalla paura.

-“Per giocare”- disse il gigante – “Ma prima… spuntino di mezzanotte!”-.

Portò sul tavolo ceste piene di frutta e dolci: dopo essere inciampata in un chicco d’uva

ed essere quasi affogata in un calice pieno d’acqua finalmente Sofia riuscì a divorare

una gelatina alla frutta.

 –“Il motivo per cui sei qui è il fatto che da tempo mi sento molto

solo”- disse il gigante -“Vorrei che tu restassi qui con me”- continuò.

–“Sono molto felice che tu me l’abbia chiesto ma non posso accettare”- disse Sofia”

-“E se invece venissi io qui ogni notte?”-

Il gigante accettò la proposta e da quella sera Sofia sarebbe andata a divertirsi con lui.   

(Pietro)

 

 

Sofia, terrorizzata dal suo pensiero iniziale, tremava tutta. Il gigante in realtà non voleva mangiarla, voleva solo avere un’amica o un amico con cui giocare. Allora in quei giorni il gigante si divertì, ma infine la appese al muro come abbellimento per la sua tana e disse: “ Un bel souvenir da quell’insulso palazzo“.

(Rachele)

L’intenzione del gigante era mangiarla. Sofia tremava e urlava dicendo: “Aiuto!”. La mamma sentì le urla di Sofia e aprì la porta della camera: vide Sofia sul letto che urlava. A quel punto Sofia si svegliò e spiegò tutto il sogno alla mamma che la consolò e la tranquillizzò dicendo che era solo un incubo.(SARA).

Il gigante portò Sofia al castello fuori città e tentò di risvegliarla: ci riuscì, dopo tanto sforzo. Così, una volta al giorno, Sofia andò a trovare il gigante e divennero amici per la pelle.

(Sergio)

 

Ma si sbagliava, il gigante non aveva intenzione di mangiarla ma di sposarla,

perché lui era sotto un incantesimo e se il bacio di Sofia fosse stato del vero

amore, l’incantesimo si sarebbe spezzato.

Arrivati alla grotta, il gigante raccontò tutto a Sofia e lei non sapeva cosa fare.

Ci dormì un po’ su e alla fine decise di aiutarlo:

si avvicinarono e si baciarono.

L’incantesimo si spezzò e il gigante diventò un ragazzo come Sofia.

Il  ragazzo (di nome Jack) chiese a Sofia di diventare la sua ragazza e,

vent’anni dopo, ebbero tre figli di nome Marco, Susy e Luigi;  e  così si

sposarono.    

(ANDREA)

 

Il gigante portò Sofia in una caverna dove c’era una mamma gigante con tre piccoli giganti.

Senza che il gigante se ne accorgesse Sofia scappò in un bosco e si perse ma non era triste, perché era scappata dalle grinfie del gigante.

Nel bosco trovò una bacchetta magica, vide un corvo gigante e grazie alla bacchetta magica riuscì a ritrovare la caverna: trasformò i giganti in scarafaggi e li schiacciò. Infine, grazie al corvo, tornò a casa prima che sua mamma la vedesse.

(Federico Girotto)

 

Il  gigante aveva intenzione di mangiare Sofia, e infatti lei si mise a correre per la casa. Ma a un certo punto Sofia cadde a terra e il gigante vide al di fuori che il sole stava  sorgendo e lui scomparve dalla vista di Sofia. (GAIA)

Il gigante aveva intenzione di portare Sofia al suo negozio di souvenir.

Così successe che la mise in esposizione, ma a lei l’idea del metà prezzo

non piaceva, perché riteneva di valere almeno il triplo dei souvenir esposti.

Così il gigante alzò il suo prezzo, ma non la comprò nessuno e così lei morì di solitudine

e anche il gigante morì, perché lo rapinarono delle fate.

(Nicolò)

 

Il  gigante camminò velocemente  fino  alla  foresta. Sofia pensò che questa fosse l’ultima mattinata della sua vita, così svenne dalla paura.

Nel frattempo il gigante la mise su un letto della sua misura in una gabbietta e cominciò a preparare la colazione.

Dopo due ore Sofia si svegliò e, nel vedere la tavola apparecchiata, si spaventò. Invece il gigante la mise su una sedia con una fila di cuscini e le mise nel piatto una fila di gustosissime cialde e, dopo la colazione, il gigante le mise addosso un grazioso abitino con tanto di scarpette color bordeaux.

Così iniziò l’amicizia tra il gigante e la bambina e, da quel giorno, Sofia visse lì.

ILARIA

 

Sofia  tutta  sudata  e  impaurita , chiuse  i suoi  occhi  per   un   po’ .

 Quando  li aprì vide  che  non  c’ era  più il gigante  ma  davanti  a  lei 

C ‘ era  la  sua  mamma arrabbiata ,  perché  era in  ritardo per 

andare   a  scuola .  Invece di  essere  mangiata venne  sculacciata  dalla

mamma .

Jessica Kaur

 

Il gigante si avviò verso la sua grotta per mangiare Sofia. Arrivati alla grotta il gigante legò Sofia con delle corde; la bambina era spaventata. Visto che il gigante era andato in bagno, Sofia ne approfittò per mordere la corda e tirare con i denti: si liberò e scappò a casa. Sofia si svegliò e si accorse che era stato solo un brutto sogno.

(Keiti)

Il gigante non ci passava nel suo nascondiglio e allora infilò il mignolo: Sofia prese coraggio e gli morse il dito.

Il gigante si impaurì così tanto che si fece la pipì addosso.

(KEVIN)

 

Il gigante aveva intenzione  di portarla nella sua tana  e mangiarla insieme alla sua famiglia. Quindi il gigante prese Sofia e se la portò nella sua tana.

Arrivati a destinazione stavano già per prendere la forchetta…

Ma ad un certo punto un tipo strano arrivò e riportò Sofia a casa. (JM)

 

Il  gigante prese Sofia e la portò a casa sua.

Sofia era terrorizzata vedendo la sua casa.

Il gigante prese Sofia e la mise in un pentolone gigantesco, ma vennero in suo aiuto dei folletti che con la loro magia liberarono Sofia e uccisero il gigante.

Sofia corse per tornare a casa ,fece un respiro di sollievo e tornò a dormire.

Sara P.