Istituto Comprensivo I "Via Mariani"
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Dopo l’uscita didattica a Bobbio, gli studenti della 1^ A hanno fatto un’intervista impossibile a San Colombano, fondatore dell’abbazia. 

 

  1. Buongiorno signor Colombano! Ci dica quando è nato e da dove viene? Allora, sono nato intorno al 543 in Irlanda, in un paesino della provincia di Leinster.
  2. Cosa l’ha ispirato alla cultura monastica? Mi hanno spinto alla vita monastica l’ideale e la cultura dell’abate Sinell, della comunità irlandese di Cluain-Inis. Lì imparai le Sacre Scritture, fino a quando a vent’anni decisi di entrare del monastero di Bangor, nel nord-est dell’ isola, dove era abate Comgall. Fui anche ordinato sacerdote. A cinquant’anni decisi di lasciare il monastero per diventare missionario e di partire per la Francia.
  3. Cosa successe dopo il suo arrivo in Francia? Io e i miei compagni ottenemmo un’antica fortezza romana, diroccata e abbandonata: Anne-Gray, ormai coperta dalla foresta. Ottenemmo anche una terra da coltivare e la nostra comunità crebbe. Ben presto si sentì il bisogno di un nuovo monastero. Sapevamo già dove costruirlo: nelle rovine della città termale di Luxeuil: lì vissi circa vent’anni e in questo periodo di tempo scrissi per i miei seguaci la regula monachorum che per diverso tempo fu più diffusa di quella di San Benedetto, disegnando l’immagine del “monaco ideale”. Come integrazione elaborai la regula cenobialis: una sorta di codice penale per le infrazioni dei vescovi con punizioni piuttosto severe.
  4. Cosa successe a proposito della data della Pasqua? Fui convocato in seguito ad un contrasto con i vescovi del luogo riguardo la celebrazione della Pasqua ed il loro abbigliamento troppo lussuoso, ma invece di presentarmi al sinodo mandai una lettera in cui minimizzavo la questione, invitando i padri sinodali a discutere non solo del problema della data della Pasqua ma anche di tutte le necessarie normative canoniche. Contemporaneamente scrissi a Papa Bonifacio IV che la pensava come me per la difesa della tradizione irlandese. Purtroppo però io e i miei monaci irlandesi fummo esiliati dalla casa reale. Dopo l’esilio fummo scortati su una nave e rimandati in Irlanda; nel bel mezzo del viaggio la nostra nave s’incagliò poco lontano dalla spiaggia.
  5. Cosa vorrebbe per Natale? Vorrei che qualcuno oltre a noi si interessasse alla difesa della tradizione irlandese.
  6. Cosa successe dopo che la nave si incagliò? Invece che ritornare a Luxeul risalimmo il Reno e decidemmo di cominciare una nuova opera di evangelizzazione. Poco dopo però, a causa delle vicende politiche poco favorevoli alla mia opera, decisi di attraversare le Alpi per arrivare in Italia. Lì trovai ospitalità presso la corte reale longobarda, ma anche lì ci furono problemi perché nell’Italia settentrionale prevaleva l’eresia ariana. Non contento della situazione scrissi autonomamente a Papa Bonifacio una lettera contro l’arianesimo con l’obbiettivo di restituire unità alla comunità della Chiesa.
  7. Noi, durante il mese di aprile, siamo andati in gita a Bobbio… lei ne sa qualcosa? Certamente! Mi ricordo che dopo aver spedito la lettera a Papa Bonifacio il re longobardo mi assegnò un terreno nella città di Bobbio, nella Valle del Trebbia: lì istituii un nuovo monastero che successivamente diventò un centro di cultura famoso come quello di Montecassino. Ricordo poi che nel lontano 615 i miei giorni finirono.

Giulia, Virginia, Margherita – 1^ A (a.s. 2016/2017)