Istituto Comprensivo I "Via Mariani"
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È con emozione e orgoglio che oggi vi presentiamo, attraverso l’installazione intitolata “L’arte è cultura, la cultura è arte”, il frutto del nostro laboratorio creativo di quest’anno.

Per un intero quadrimestre, e -verso la fine- in ogni nostro momento libero, abbiamo lavorato alla realizzazione di un murales e alla rimessa a nuovo di sei tavoli e sei sedie già presenti nella scuola.

Il filo conduttore è stato il desiderio di cercare di dare vita a ciò che studiamo, esprimendolo attraverso qualcosa di bello.

Abbiamo voluto lasciare un segno, ma non solo simbolico, perché il nostro laboratorio è stato soprattutto pratico. Abbiamo scartavetrato, proiettato, tagliato, dipinto, incollato, ritoccato, decoupato, spugnato, sfumato… insomma, abbiamo “fatto” e cercato di lasciare un segno tangibile del fatto che la scuola è un luogo dove possiamo crescere e imparare, ma soprattutto possiamo esprimerci.

Il nostro bisogno di conoscenza ci definisce e nel murales ci chiama attraverso il megafono tenuto in mano dal David, una delle opere più rappresentative del patrimonio artistico italiano. La chiamata è un vortice di emozioni, stupore, curiosità che abbraccia tutte le discipline presenti a scuola, rappresentate dalle silhouette nere, e si dipana cromaticamente nelle bandiere delle lingue che studiamo. Malala è lì a ricordarci il diritto allo studio delle bambine e dei bambini di tutto il mondo mentre il filosofo Benedetto Croce, tra i maggiori protagonisti della cultura italiana ed europea della prima metà del XX secolo, dando il nome alla nostra scuola, ci rappresenta simbolicamente e risponde alla chiamata.

I tavoli e le sedie seguono la stessa logica: ognuno rappresenta un ambito scolastico.

C’è il tavolo della letteratura, ricoperto da fumetti ritagliati e decoupati, volutamente interpretato in modo leggero e divertente; c’è quello della storia, tutto bianco e nero, che riporta i maggiori fatti che hanno attraversato e segnato il mondo nell’ultimo secolo; c’è il tavolo della geografia e delle lingue che rappresenta uno splendente sole che illumina gli skyline delle città rappresentanti le lingue che studiamo; c’è il tavolo che riporta tutto l’alfabeto con diversi caratteri tipografici e si specchia nella sedia, che invece rappresenta le “emoticon”, il modo di comunicare tanto caro alle nuove generazioni; c’è il tavolo che rappresenta un’opera di Mondrian, che parla da solo, e infine il tavolo delle scienze, decorato da una folta chioma di un albero sotto l’ombra del quale molti di noi sognerebbero di poter stare…

Se vi avvicinate e sostate in silenzio davanti a tutto ciò, li sentirete parlare di noi. …Sentirete le risate, i pianti, l’euforia, le paure, i dubbi e la soddisfazione che ci hanno accompagnato ogni pomeriggio.

È per questo che con gioia che vi sveliamo la nostra fatica, forti di questo monito, impresso anche sul murales: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna (ma noi ci aggiungiamo volentieri anche un pennello) possono cambiare il mondo”.

Noi speriamo, nel nostro piccolo, se non di aver cambiato il mondo, di aver contribuito a migliorare almeno un po’ la nostra scuola. Grazie.

 

I ragazzi e le insegnanti del Laboratorio creativo