Istituto Comprensivo I "Via Mariani"
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La Classe 3^ E della Scuola Secondaria di I Grado “Benedetto Croce” ha partecipato quest’anno al Progetto Unicef “Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi”

 

Aprire e sfogliare questo libretto significa ripercorrere alcune tappe del cammino che, insieme alla mia classe, ho percorso quest’anno. La Terza Media volge alla fine, e prima degli esami è bello volgersi indietro e fermarsi a guardare il sentiero che abbiamo fatto: laggiù si intravede la piazza della città da cui siamo partiti a settembre, la fontana cui abbiamo riempito le nostre borracce, la svolta in cui ci siamo fermati a scegliere la direzione; salendo ci siamo lasciati alle spalle il torrente, siamo entrati nel bosco e abbiamo goduto del fresco riparo degli alberi. Abbiamo inciampato, ci siamo rialzati, aiutati l’un l’altro nella fatica. Il cammino ormai è parte di noi. E ci troviamo adesso un po’ di più compagni di strada.

Questo libretto contiene alcune delle tracce di quello che abbiamo raccolto, io e i miei studenti; di quello che man mano abbiamo messo nel nostro zaino, dopo averlo ascoltato, vagliato e imparato. Alcune cose hanno trovato subito un riparo in noi; altre ci hanno chiesto di lasciargli uno spazio; di aprire il cuore e la mente e di accogliere ciò che è diverso tra noi, di scoprire che cosa permette a me e a te di vivere insieme senza odio né dissapori, e di andare oltre un rispetto formale: che tu sei come me, e che per te – come per me – non posso che desiderare il meglio, cioè che tu sia felice.

Abbiamo scoperto che diritto è non rinunciare a ciò che nel profondo del nostro cuore custodiamo come bene prezioso, che arricchisce la vita e la rende più libera e vera. Ci siamo accorti che purtroppo non sempre è stato così nella storia, e abbiamo ripercorso le tappe verso la conquista di ciò che è il diritto o vorremmo che sia: il bene di uno per il bene di tutti, e il bene di tutti per il bene di ciascuno. Abbiamo incontrato personaggi che si sono battuti per la libertà, la pace, l’istruzione: anche loro sono ormai nostri compagni di strada. Ci hanno insegnato che accanto alla parola “diritto” c’è la parola “dovere”: quella parola che a volte scansiamo ma che può avere anche lei il sapore libero di una vita vera e più intensa.

Man mano che salivamo il sentiero il panorama si faceva più ampio: dalla scuola al mondo, dalla nostra vita a quella apparentemente più lontana di bambini, ragazzi, uomini e donne che tutt’oggi nel mondo faticano, non hanno un pezzo di pane, non hanno lavoro o istruzione, non vivono liberi come noi. “Iniziamo ad andare d’accordo noi, tra amici, tra parenti, tra sconosciuti, tra concittadini, tra scuole e società. Partiamo da un sorriso o da un grazie ogni mattina, per poi, dopo una litigata, chiederci scusa a vicenda e voler bene anche a chi è offuscato dall’odio. È dai piccoli gesti che nascono le cose più grandi” ha scritto una delle mie studentesse. Penso che queste parole racchiudano bene le tracce d’inchiostro sparse tra le pagine di questo libretto, e che siano un invito e un augurio per tutti. Anche a queste parole occorre dare spazio: è il cammino continuo della vita.

E.V.