Istituto Comprensivo I "Via Mariani"
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Le riflessioni di una studentessa a proposito di bullismo e cyberbullismo

Venerdì 12 gennaio 2018 è venuta nella mia scuola una psicologa, con la quale abbiamo discusso dei fenomeni più diffusi attualmente tra i ragazzi e gli adolescenti: e la dipendenza dai social network e da droghe, il cyberbullismo e il bullismo.

Sono rimasta colpita da molte informazioni, ad esempio ho scoperto che l’installazione di un social sotto l’età di tredici anni è un reato. Anche falsificare la data di nascita e di conseguenza l’età, scegliendone una che ci fa raggiungere l’età minima per scaricare l’app, è considerato un atto illegale, così come installare un’applicazione sul cellulare di un maggiorenne.

Non ero a conoscenza di diverse informazioni sulla pericolosità dell’utilizzo di droghe leggere, ad esempio che fumando anche una sola canna riusciamo a bruciare i nostri neuroni. Purtroppo l’uso delle sostanze stupefacenti è sempre più diffuso perché il loro utilizzo ti dà una momentanea sensazione di benessere; quando questa però svanisce, si ha un peggioramento dell’umore e il bisogno di assumere altre canne. L’uso di queste sostanze coinvolge maggiormente ragazzi che, a lungo andare, rischiano di non riuscire a uscire da questo circolo vizioso.

Anche le informazioni sul cyberbullismo e il bullismo mi hanno colpito partico-larmente. Ho scoperto che il cyberbullismo è molto più grave perché tramite la rete il bullo attacca la vittima senza vedere la sua reazione e di conseguenza le sue offese, invece di diminuire, diventano sempre più pesanti.

Anche il bullismo è però, purtroppo, molto grave perché la vittima può subire delle aggressioni fisiche violente e pesanti.

Entrambe le forme di bullismo possono colpire la vittima anche a livello psicologico.                                                                                                                                                       

Al termine dell’incontro ho fatto in particolare questa riflessione: cercherò sempre di “dosare” attentamente le parole, perché anche queste possono veramente ferire e far soffrire.

Margherita – IIE