Istituto Comprensivo I "Via Mariani"
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In un presente in cui male e sofferenze sono diventati spettacolo quotidiano, si corre il rischio di considerarli quasi normalità e, in quanto tali, qualcosa verso cui ci auto-vacciniamo perché non arrivino nel profondo del nostro cuore. Ma il male che l’uomo, ognuno di noi, può compiere va ricordato e guardato negli occhi, tanto più se questo male ha causato la morte di milioni di persone. La SHOAH è questo: il GENOCIDIO DEL POPOLO EBREO che durante la seconda guerra mondiale ha pagato con 6 milioni di morti l’essere considerato “diverso”, inferiore. La nostra classe si è fatta guidare e aiutare dalla musica e dalla pittura a: CAPIRE E RICORDARE. 

Il bambino nel vento (F. Guccini)

Dopo aver ascoltato la canzone Il bambino nel vento  di Francesco Guccini e analizzato il testo, ogni alunno ha sottolineato dei versi e ha poi spiegato ai compagni il motivo della propria scelta. Alcuni hanno scelto i versi ritenuti capaci di spiegare l’argomento principale del testo: la morte dei bambini nei forni crematori (“Son morto che ero bambino/son morto con altri cento/passato per il camino/ed ora sono nel vento”). Uno ha preferito i versi “Io chiedo come può un uomo /uccidere un suo fratello” perché indicano e ricordano un valore che dovrebbe caratterizzare la vita di ogni uomo: l’amore verso gli altri. Infine alcuni hanno sottolineato i versi che ribadiscono come il male possa essere sempre compiuto (“Ma ancora tuona il cannone/ancora non è contento/di sangue la belva umana/e ancora ci porta il vento”) e quelli in cui Guccini si chiede “Quando sarà che l’uomo potrà imparare a vivere/senza ammazzare” perché ritengono questa domanda importante e vicina alla propria sensibilità.

Crocefissione bianca (M. Chagall)

La lettura guidata del quadro di Chagall ci ha fatto comprendere vari aspetti della Shoah e ci ha coinvolto nella brutale esperienza di persecuzione, ingiustizia e dolore vissuto dagli ebrei. Abbiamo cercato di fare nostra la luce proveniente dall’alto che colpisce l’ebreo crocefisso, inserita da Chagall per significare la speranza di un futuro migliore per il suo popolo (purtroppo negata completamente dai nazisti nel corso della seconda guerra mondiale).

Noi continuiamo a sperare che il male e gli eccidi ancora presenti nel mondo possano se non scomparire del tutto, almeno diminuire, magari per il contributo che potremo dare anche noi alla costruzione di un mondo di pace.

G.M.